Comunicazione chiara e semplice nel crowdfunding

webinar comunicazione Salvatore Viola

Una comunicazione chiara e semplice nel crowdfunding è essenziale per arrivare correttamente al pubblico target. Se ciò che proponi è troppo difficile da capire e non sai comunicarlo in modo chiaro, non è “crowd”.

La comunicazione nel crowdfunding è fondamentale perché i soldi si danno a qualcuno di cui ci si fida. Come fa un’azienda a dimostrare di essere degna di fiducia? Innanzitutto con una comunicazione chiara e dicendo cose che gli utenti possono verificare e comprendere.

Errori ricorrenti e best practice nella comunicazione

1. Un errore che le startup in particolare fanno spesso è proporre cose irrealizzabili o prospettare obiettivi poco realistici. Le persone, prima o poi, se ne accorgono. E poiché spesso un investimento in startup è un investimento su un team convincente, è fondamentale non spezzare la fiducia personale.

2. Un principio guida cruciale per fare una comunicazione chiara e semplice, non solo nel crowdfunding ma nel marketing in generale, è la One Selling Proposition: non serve, anzi è controproducente, raccontare troppe cose per trasmettere il valore del prodotto o servizio che un’azienda realizza e dell’opportunità di investimento che propone. Non bisogna dare troppe informazioni tutte insieme, perché il potenziale investitore non ha tempo e modo di assimilarle e finisce per esserne disorientato.

Inoltre, spesso l’interlocutore non è un investitore abituale, ma un comune piccolo risparmiatore o un utente che entra per la prima volta nel mondo degli investimenti, quindi il primo messaggio deve essere scarno, essenziale ma potente. Solo dopo aver agganciato l’attenzione dell’interlocutore con la OSP, si può proseguire il dialogo arricchendolo di informazioni.

3. All’interno della comunicazione per il crowdfunding, i reward sono una leva importante: sono ricompense immediate, più facili da assimilare rispetto alle dinamiche tecniche dell’investimento, e chiariscono subito un beneficio concreto dell’azione che viene proposta. Un beneficio, inoltre, fondamentale nell’equity, dove il guadagno di capitale derivante dall’investimento è futuro e solo potenziale.

4. Nei primi anni del boom del crowdfunding, per fare equity crowdfunding serviva pochissima pubblicità, era facile ottenere spazio su testate e media anche di rilievo nazionale e gli investimenti arrivavano subito, dopo una o due comparse. Oggi, invece, gli utenti sono diventati più diffidenti e lo spazio sui media è più difficile da raggiungere, perché l’equity crowdfunding ha perso quell’aura di strumento miracoloso, alla prova della realtà.

Per di più, con l’avvento dell’AI nella SEO la visibilità si ottiene dimostrando in primis all’AI e poi di conseguenza a siti e testate giornalistiche di essere autorevoli nel proprio campo, in modo da ottenere uno spazio ed essere citati. Le campagne di advertising a pagamento funzionano solo finché sono accese, poi il loro effetto scema. L’autorevolezza, invece, è un asset durevole.

Per costruire autorevolezza e posizionarsi in una nicchia come fonte che ne sa, però, serve tempo: ecco perché la comunicazione è un lavoro che dura mesi e anni e per una campagna di crowdfunding va iniziato molto prima del lancio della campagna stessa. Bisogna presentarsi tirati a lucido, impeccabili, lavorare incessantemente sull’immagine online attraverso sito e social coordinati e citazioni da fonti terze a loro volta autorevoli.

5. Un errore molto comune è quello di chiedere a freddo dei soldi a qualcuno: è impossibile ottenere fiducia a un primo approccio. Prima è necessario far capire all’interlocutore sconosciuto quello che l’azienda fa, per gradi, parlando sia del prodotto o servizio sia della campagna di crowdfunding: solo quando il contatto è “caldo” si può avanzare la richiesta di soldi. La Call to Action, cioè, va segmentata, diversificata per canale e pubblico e per fase della comunicazione.

A questo servono le manifestazioni di interesse: richiedere la manifestazione di interesse per il progetto presentato è il primo passo e per l’utente è un’azione semplice e poco impegnativa. Sia prima sia durante la campagna, inoltre, serve anche a raccogliere dati di contatto da riutilizzare per successive attività di marketing e coinvolgimento degli investitori e/o potenziali clienti.

Ne abbiamo parlato nel nostro webinar con Salvatore Vioa, founder dell’agenzia di comunicazione Dynamo Lab.

ARGOMENTI DEL WEBINAR

0:00 Introduzione

1:56 Cosa si intende con “comunicazione chiara”

7:00 Il concetto di reward come driver della comunicazione per il crowd

12:00 L’evoluzione del pubblico dell’equity crowdfunding nel tempo

14:35 Il piano di comunicazione per ottenere visibilità online e sui media

19:00 Gli errori più comuni nella comunicazione per il crowdfunding

22:43 L’importanza della manifestazione di interesse per la comunicazione con gli investitori

26:53 I pilastri della nuova era del crowdfunding

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