- Che cos’è il lending crowdfunding
- Che cos’è il debt crowdfunding
- Come funziona il lending crowdfunding
- Come funziona il debt crowdfunding
- Lending crowdfunding o debt crowdfunding: quale scegliere?
- Vuoi approfondire direttamente con i nostri esperti di crowdfunding l'argomento di cui stai leggendo?
- Hai bisogno di supporto per preparare una campagna di crowdfunding di successo e cercare potenziali investitori per il tuo progetto?
Quando si parla di capitale di debito e crowdfunding, si pensa spesso solo al lending crowdfunding. Questo perché per anni il lending crowdfunding è stata l’unica modalità di raccolta di capitale di debito in crowd.
Ma dal 2019 esiste anche il debt crowdfunding, etichetta un po’ generica che potrebbe aumentare la confusione. Sia il debt crowdfunding, sia il lending crowdfunding appartengono all’ambito della raccolta di capitale a debito, cioè operazioni in cui un’impresa riceve denaro impegnandosi a restituirlo nel tempo con un rendimento per gli investitori. Tuttavia, il meccanismo finanziario e giuridico alla base delle due operazioni è diverso.
Nel lending crowdfunding, infatti, l’impresa riceve un prestito da una pluralità di investitori tramite una piattaforma online.
Nel debt crowdfunding, invece, l’azienda colloca attraverso piattaforme online strumenti finanziari di debito, come Minibond o obbligazioni.
La distinzione può sembrare tecnica, ma ha implicazioni concrete molto importanti sia per le imprese sia per gli investitori e determina riferimenti normativi differenti.
In questo articolo aiutiamo le aziende alla ricerca di capitale di debito a capire la differenza tra debt crowdfunding e lending crowdfunding per scegliere lo strumento più adatto alle proprie esigenze tra le opportunità online.
Che cos’è il lending crowdfunding
Il lending crowdfunding è una forma di prestito collettivo online – chiamato anche peer-to-peer lending o social lending – in cui una moltitudine di investitori presta denaro a un’impresa attraverso una piattaforma autorizzata.
Il rapporto tra impresa e investitori in questa modalità di debito nasce da un contratto di finanziamento. Il riferimento normativo di fondo, infatti, è il contratto di mutuo come descritto dal Codice civile.
Che cos’è il debt crowdfunding
Il debt crowdfunding è invece una raccolta di capitale online basata sull’emissione e sul collocamento di strumenti finanziari di debito, come le classiche obbligazioni o i Minibond.
Qui il rapporto tra investitore e impresa nasce dalla sottoscrizione di uno strumento finanziario vero e proprio, un titolo di debito. Questo significa che il debt crowdfunding è più vicino, per logica e struttura, al mercato obbligazionario tradizionale rispetto al peer-to-peer lending.
Nel contesto italiano, il debt crowdfunding a partire dalla Legge finanziaria del 2018 per il 2019 è stato progressivamente riconosciuto come una categoria distinta sia dall’equity crowdfunding sia dal lending crowdfunding, soprattutto con l’apertura delle piattaforme online al collocamento di minibond e titoli di debito per le PMI.
La confusione tra lending crowdfunding e debt crowdfunding
La comprensibile confusione nasce dal fatto che entrambe le modalità di debito condividono alcune caratteristiche fondamentali:
- raccolta di capitale online;
- coinvolgimento di una pluralità di investitori;
- impegno al rimborso del capitale;
- presenza di interessi o rendimento finanziario.
Tuttavia, nel lending crowdfunding avviene un prestito, mentre nel debt crowdfunding avviene un’emissione di strumenti finanziari di debito.
Vediamo cosa comporta questa differenza.
Come funziona il lending crowdfunding
Nel lending crowdfunding un’impresa raccoglie capitale chiedendo un prestito a una pluralità di investitori attraverso una piattaforma online autorizzata.
Non ci dilunghiamo qui sulle fasi pratiche di una campagna di lending crowdfunding, perché abbiamo già trattato ampiamente l’argomento nel nostro articolo completo sul lending crowdfunding.
Qui ricordiamo solo che, al termine della raccolta di capitale, le imprese che hanno lanciato la campagna di lending crowdfunding devono restituire il capitale ed erogare gli interessi ai prestatori secondo le condizioni stabilite in fase iniziale, ovvero con un piano di ammortamento bullet (rimborso del capitale a scadenza, erogazione interessi a scadenza oppure in rate periodiche) oppure amortizing (rimborso del capitale graduale tramite rate periodiche comprensive di quota capitale+quota interessi).
Come funziona il debt crowdfunding
Quando si parla di debt crowdfunding, in Italia si parla soprattutto di Minibond. Sono strumenti finanziari di debito emessi da società non quotate per raccogliere capitale presso investitori esterni.
Dal punto di vista economico, funzionano in modo simile alle obbligazioni tradizionali: l’impresa emette un titolo di debito, riceve capitale dagli investitori e si impegna a restituirlo nel tempo insieme a un rendimento.
In Italia i Minibond sono stati introdotti con il Decreto Sviluppo del 2012 per facilitare l’accesso delle PMI al mercato dei capitali e ridurre la dipendenza dal credito bancario. Rispetto alle obbligazioni tradizionali, infatti, definite Bond, i Minibond hanno un taglio inferiore (max 50 milioni di euro) e possono essere collocati anche da società non quotate.
La Legge finanziaria del 2018 ha poi aggiunto la possibilità di collocarli anche tramite piattaforme di crowdfunding autorizzate, per aumentare ulteriormente l’accessibilità dello strumento e la platea di potenziali investitori.
Nel debt crowdfunding tramite Minibond, l’azienda definisce le caratteristiche dell’emissione insieme a consulenti, advisor e piattaforma.
Le principali variabili da stabilire sono:
- importo totale dell’emissione;
- durata;
- tasso di interesse;
- modalità di rimborso;
- eventuali garanzie;
- covenant finanziari;
- target di investitori.
Una volta strutturata l’operazione, il Minibond viene collocato tramite piattaforma online.
Rispetto al lending crowdfunding, quindi, il processo è un po’ più articolato e richiede una documentazione più corposa e un supporto legale imprescindibile.
Per questo motivo il debt crowdfunding tende a essere utilizzato soprattutto da aziende già mature e con una struttura finanziaria relativamente solida, come vedremo.
Puoi approfondire anche il tema dei Minibond e del loro funzionamento nell’articolo dedicato al crowdfunding per Minibond.
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Differenza operativa tra debt crowdfunding e lending crowdfunding
Dal punto di vista dell’impresa, lending crowdfunding e debt crowdfunding possono sembrare simili perché entrambi permettono di raccogliere capitale a debito online.
Le differenze operative e normative sono però profonde.
Come abbiamo già detto, nel lending crowdfunding la base normativa è quella del prestito e del contratto di mutuo. Nel debt crowdfunding la base normativa è quella degli strumenti finanziari obbligazionari, con decreti specifici per i Minibond dedicati alle PMI.
Entrambe le tipologie di crowdfunding, oggi, sottostanno al più ampio Regolamento Europeo per i fornitori di servizi di crowdfunding (ECSPR), ma le radici normative nazionali restano valide.
Inoltre, anche il regolamento ECSP prevede almeno una differenza normativa tra debt e lending: chiunque può partecipare a una campagna di lending crowdfunding, ma solo gli investitori professionali (“sofisticati”) possono sottoscrivere Minibond di imprese srl. I Minibond emessi da imprese spa, invece, sono aperti anche agli investitori non professionali (retail o “non sofisticati”).
Dal punto di vista operativo, nel lending crowdfunding:
- le operazioni preliminari sono più snelle;
- gli importi tendono a essere più contenuti;
- i tempi di esecuzione sono generalmente più rapidi;
- qualsiasi impresa con un minimo di storicità e sostenibilità finanziaria può lanciare una campagna.
Nel debt crowdfunding, invece:
- la strutturazione è più complessa;
- gli investitori sono spesso più sofisticati;
- gli importi raccolti possono essere più elevati;
- è necessario che l’impresa abbia esperienza, solidità, governance interna ben strutturata, maggiori risorse economiche.
Cambiano anche gli obiettivi tipici delle imprese che ricorrono all’uno o all’altro strumento.
Il lending crowdfunding viene spesso utilizzato per:
- esigenze operative;
- sviluppo immobiliare;
- finanziamenti ponte;
- supporto alla liquidità;
- progetti a breve o medio termine.
Il debt crowdfunding tramite Minibond, invece, è più frequentemente utilizzato per:
- piani industriali strutturati;
- crescita aziendale;
- espansione internazionale;
- rifinanziamento del debito;
- investimenti di medio-lungo periodo.
Non solo: il collocamento di Minibond funge anche da palestra e trampolino di lancio per preparare una quotazione in Borsa. Non solo per le procedure preliminari che somigliano in parte a quelle richieste per la quotazione. Questi titoli, infatti, dopo il collocamento si possono anche quotare su una piattaforma specifica e semplificata rispetto al mercaato regolamentare classico: Extra Mot Pro3, creata ad hoc da Borsa Italiana. Oppure anche su mercati analoghi esteri.
I Minibond diventano così agilmente scambiabili: ecco un’altra fondamentale differenza rispetto al lending crowdfunding, che per gli investitori è un asset dalla scarsa liquidità.
Lending crowdfunding o debt crowdfunding: quale scegliere?
Per le differenze che abbiamo descritto nel paragrafo precedente, la scelta tra i due strumenti non dipende solo dal costo del capitale, ma soprattutto dal livello di maturità dell’impresa e dal tipo di operazione finanziaria che si vuole realizzare.
Il lending crowdfunding è particolarmente adatto alle PMI che hanno bisogno di raccogliere capitale in tempi relativamente brevi per sostenere esigenze operative concrete.
Per esempio:
- acquisto di macchinari;
- incremento del magazzino;
- apertura di nuove sedi;
- finanziamento di commesse;
- supporto alla liquidità;
- campagne commerciali o di marketing.
Non a caso, uno dei settori in cui il lending crowdfunding si è diffuso maggiormente è il real estate: nell’articolo sul successo del lending crowdfunding immobiliare spieghiamo tutte le ragioni.
In generale, per molte PMI il lending crowdfunding rappresenta una modalità più agile e flessibile rispetto al credito bancario, ma anche rispetto ai Minibond, per finanziare operazioni specifiche senza affrontare processi troppo lunghi o complessi.
Proprio la sua agilità e flessibilità lo rendono uno strumento adatto anche come integrazione ad altri tipi di finanziamento, copertura di esigenze temporanee di liquidità e finanziamento ponte in attesa di eventi di liquidità più lenti.
Il debt crowdfunding tramite Minibond, invece, si rivolge soprattutto a imprese con una struttura finanziaria già solida e una governance organizzata ed efficace: è la scelta più adatta per PMI consolidate, aziende con bilanci strutturati e uno storico economico-finanziario robusto. Non è uno strumento da startup, insomma.
Dal punto di vista delle esigenze, i Minibond sono la scelta migliore per bisogni di capitale più consistenti e a medio-lungo termine rispetto al lending crowdfunding.
Infine, come abbiamo già detto, il debt crowdfunding può rappresentare non solo una fonte di finanziamento, ma anche un passaggio strategico verso una maggiore apertura al mercato dei capitali.
Possono sceglierlo, quindi, le imprese che vogliono delineare un percorso verso la quotazione in Borsa ma non sono ancora pronte per fare il grande passo.
Con l’emissione di Minibond, infatti, si inizia a fare esperienza dei processi imposti dalle dinamiche del mercato regolamentato: reporting periodico, relazione con gli investitori, covenant e relativo monitoraggio, maggiore formalizzazione della governance.
In conclusione, la differenza tra debt crowdfunding e lending crowdfunding è una bussola fondamentale per scegliere lo strumento più adatto alla maturità e agli obiettivi di ogni impresa.
Come per tutte le forme di crowdfunding, infine, occorre ricordare che il successo non dipende solo dalla qualità dello strumento finanziario utilizzato, ma anche dalla capacità dell’impresa di costruire fiducia, comunicare il progetto e gestire correttamente la relazione con gli investitori.
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