Quanto tempo serve per raccogliere capitali in crowdfunding

quanto tempo ci vuole per raccogliere capitale in crowdfunding

Uno dei tanti problemi che si presentano alle imprese che devono raccogliere capitale è il tempo. Se definire quanto tempo serve per raccogliere capitali in crowdfunding non è facile come sembra, di sicuro c’è invece che le tradizionali fonti di credito, come le banche, hanno tempi di reazione lunghissimi. Oltre al fatto che spesso pongono barriere insormontabili all’ingresso.

Per un’attività imprenditoriale, soprattutto se molto giovane ma non solo, il famoso detto “il tempo è denaro” ha un fondo di verità. In alcuni casi è importante essere tempestivi e avere a disposizione le risorse proprio quando servono. Il crowdfunding permette di avere un maggiore controllo sul processo e quindi sulle tempistiche di reperimento dei capitali: è uno dei vantaggi per cui gli imprenditori lo scelgono.

Tuttavia, anche il crowdfunding ha i suoi tempi e non è amico della fretta: una campagna di crowdfunding dura in media dai 30 ai 60 giorni, ma se prima non è stata preparata adeguatamente è destinata al fallimento.

Cosa vuol dire “preparata adeguatamente”? La fase di preparazione di una campagna di crowdfunding è il precrowd, di cui abbiamo parlato diffusamente in un precedente articolo; ha delle caratteristiche di base comuni a tutte le campagne, ma si declina nella pratica in modo differente a seconda delle peculiarità dei singoli casi.

La risposta quindi è “dipende”: il tempo necessario per raccogliere capitali in crowdfunding con successo dipende dal punto di partenza e da quello di arrivo, da cui derivano la quantità e la natura dei passaggi necessari per andare da uno all’altro.

Dove voglio arrivare: raccogliere capitale in crowdfunding

Per sapere quanto tempo richiederà un viaggio, oggi basta inserire le coordinate di partenza e di arrivo in un navigatore e aspettare la rapidissima risposta. In base a quel dato, possiamo organizzare al meglio la preparazione del viaggio, in modo da non rischiare di accumulare ritardo, sbagliare strada, incappare in inconvenienti che non sappiamo risolvere ecc.

Lo stesso vale per una campagna di crowdfunding, solo che la risposta ce la dobbiamo dare da soli e non è così immediata. Il punto di arrivo è facile: è l’obiettivo economico, la quantità di capitale che si vuole raccogliere. Questo parametro è estremamente soggettivo, ma va declinato in due informazioni da inserire nel documento relativo all’aumento di capitale da depositare presso il notaio:

  • obiettivo minimo (soglia inscindibile)
  • obiettivo massimo.

Calibrare attentamente questa forbice di valori può avere un impatto importante sull’esito e sulla durata della campagna di crowdfunding. Se la forbice è troppo ampia, si rischia di dare un’impressione di scarsa serietà: sparare alto ma accontentarsi di molto meno significa non avere idea di quello che si sta facendo e dei motivi per cui si sta raccogliendo quel capitale. D’altra parte, se la forbice è troppo stretta non c’è margine per spingersi oltre e sfruttare tutto il tempo a disposizione quando le cose vanno molto bene, oppure per fare un secondo round di raccolta all’interno dello stesso aumento di capitale.

Piccolo consiglio: è meglio fare un aumento di capitale lungo, almeno due anni dei tre che concede la legge, così da poter fare più round di raccolta oppure prolungare la campagna di crowdfunding in caso di bisogno!

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Da dove parto: autoanalisi

Il punto di partenza, invece, è meno facile da definire. Comprende le dimensioni dell’azienda, la sua fase di sviluppo, la composizione e le competenze del team, l’esperienza nel crowdfunding, l’esistenza e la consistenza di una rete di contatti utili e di una community di clienti e stakeholder solida, la brand identity, ultimo ma non ultimo il budget a disposizione (perché no, fare crowdfunding non è gratis).

Tutti questi elementi compongono il punto di partenza di una società che si appresta a fare una campagna di crowdfunding e sono determinanti per stabilire quanto tempo serve per raccogliere capitali in crowdfunding. 

La fase preliminare di ogni campagna, perciò, è un’autoanalisi lucida e approfondita. Un business plan nel business plan, specificamente dedicato alla campagna di crowdfunding come linea di business a sé stante. Perché, non lo ricorderemo mai abbastanza, fare crowdfunding non è un passatempo.

In generale, quindi, più l’obiettivo è alto e più una società è giovane, piccola e inesperta, più tempo sarà necessario per raccogliere capitali, perché la fase di precrowd dovrà essere più lunga. Ma in mezzo ci sono molte sfumature: se una società è giovane ma ha una grande presenza digitale e dimestichezza con il web e il CRM avrà una marcia in più rispetto a una società di lunga data ma molto tradizionalista, per esempio. Tutti, o quasi, possono fare crowdfunding. Le casistiche possibili sono numerose, per questo è fondamentale fare un’adeguata autoanalisi per comprendere in quale si ricade e di conseguenza di quanto tempo si avrà bisogno.

Preparare una campagna di crowdfunding: quanto tempo?

Alla luce dell’autoanalisi fatta dopo aver letto il paragrafo precedente, potrai in tutta onestà definire a grandi linee quanto tempo ti servirà per preparare la tua campagna di crowdfunding. Non sottostimare e non avere fretta, perché la pagheresti cara.

La preparazione di una campagna di crowdfunding consiste da un lato nella predisposizione degli strumenti operativi (software CRM, social media, database, contenuti testuali e visivi, piano di advertising, sito web ecc.), dall’altro nel coinvolgimento preliminare dei potenziali investitori per raccogliere “manifestazioni d’interesse”, ovvero dichiarazioni d’intenti d’investimento sottoscritte (formalmente o informalmente) online. Nell’articolo dedicato al precrowd trovi tutto nel dettaglio.

L’importante qui è capire che la durata del precrowd è la risposta alla domanda “Quanto tempo ci metti a raggiungere il 90% della soglia inscindibile sotto forma di manifestazioni di interesse?”. Difficilmente avrai una risposta precisa, anche perché si tratta di un raggiungimento teorico, ma potrai tenere questa domanda come punto di riferimento per capire quanta strada hai fatto e quanta te ne resta da fare man mano.

Se hai già una comunità di clienti molto fedele, una presenza online attiva e consolidata, buoni rapporti con gli stakeholder, probabilmente ci metterai poco tempo, con la strategia giusta. Se parti da una situazione opposta, invece, avrai bisogno di una preparazione più lunga: non è un problema!

In ogni caso, difficilmente il precrowd dura meno di 30-45 giorni. Non avere paura di rimandare il lancio della campagna se ti rendi conto di non essere pronto: ne varrà la pena.

Quanto dura una campagna di crowdfunding?

La durata effettiva di una campagna di crowdfunding è molto più facilmente definibile: di solito va dai 30 ai 60 giorni, ma può anche arrivare a 90 e su alcune piattaforme fino a 120. Non ci sono regole fisse.

Bisogna sempre considerare, ovviamente, anche il tempo di selezione da parte delle piattaforme di crowdfunding, che devono vagliare tutte le proposte che ricevono dalle società e scegliere quali lanciare sul loro portale. Di solito questo tempo arriva massimo a un mese.

In genere le campagne più veloci sono quelle di lending crowdfunding, ed è quello che le rende così appetibili rispetto a un prestito bancario, anche se i tassi di interesse possono essere più alti. Le campagne di equity crowdfunding, invece, hanno di solito obiettivi economici più alti e durano più a lungo, anche perché il tipo di coinvolgimento degli investitori è più impegnativo. 

Se ti stai chiedendo quanto tempo serve per raccogliere capitale in crowdfunding e il tuo timore è che sia un’operazione troppo lunga, non ti diremo una bugia facendoti credere che sia qualcosa di facile e veloce. Ma sicuramente è un canale più accessibile e più veloce di molti di quelli più tradizionali e, soprattutto, offre un valore aggiunto che rende estremamente efficiente il tempo speso: permette di vendere il proprio prodotto o servizio e fare marketing mentre si raccolgono capitali. Ed è un’incredibile occasione di crescita e di formazione.

Lo raccontiamo nel primo romanzo-saggio sul crowdfunding, dove percorriamo passo passo la strada di un imprenditore che fa una campagna di equity crowdfunding, con tanto di consigli pratici e tempistiche.

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