La situazione del lending crowdfunding in Italia

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Il lending crowdfunding in Italia attualmente è la tipologia di crowdfunding che raccoglie più capitale nelle sue diverse declinazioni. Il report 2022 dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano riporta un totale di 251 milioni di euro raccolti da tutte le piattaforme di lending crowdfunding tra giugno 2021 e giugno 2022.

Anche escludendo dal computo le piattaforme consumer, che si occupano di finanziamenti a persone fisiche, le piattaforme business raggiungono i 185 milioni di euro raccolti, a fronte dei 141 milioni totalizzati dall’equity crowdfunding nello stesso periodo. Le differenze tra equity crowdfunding e lending crowdfunding sono profonde e determinano anche dinamiche diverse nella quantità e nella natura delle campagne lanciate.

Come funziona il lending crowdfunding

Un breve riepilogo del funzionamento del lending crowdfunding può essere utile prima di immergersi nello specifico della situazione italiana.

Il lending crowdfunding funziona come un prestito (to lend, in inglese, significa appunto “prestare”) che si propone come canale di finanziamento alternativo a quello bancario o ad altri intermediari finanziari. A differenza di un prestito tradizionale, non c’è un solo soggetto che concede un finanziamento a un altro soggetto, ma una moltitudine di prestatori (“crowd”) che possono essere professionali oppure retail (sofisticati o non sofisticati, secondo le nuove diciture).

La base giuridica, infatti, è il contratto di mutuo, ma il lending crowdfunding non ha mai avuto una regolamentazione specifica come l’equity, traendo la propria normativa dall’applicazione per analogia di leggi già esistenti (come, appunto, il contratto di mutuo). Con il Regolamento UE sul Crowdfunding, dalla fine del 2023, anche il lending crowdfunding avrà una normativa ad hoc ben definita.

La piattaforma di crowdfunding è il luogo d’incontro tra domanda e offerta, cioè tra il soggetto che richiede il prestito e gli investitori che lo finanziano. Al termine della campagna, se l’obiettivo di finanziamento è stato raggiunto, gli investitori ricevono il rimborso del prestito maggiorato degli interessi prestabiliti, di solito a cadenza regolare fino all’estinzione, ma esistono diversi possibili piani di ammortamento.

Chi può fare lending crowdfunding

Abbiamo parlato genericamente di “soggetto” riferendoci a chi chiede un prestito in lending crowdfunding, perché una peculiarità di questo strumento finanziario è che è aperto a tutti. 

Non solo le imprese, ma anche le persone fisiche possono richiedere un prestito tramite una campagna di lending crowdfunding, purché siano maggiorenni, abbiano un reddito dimostrabile e nessun precedente grave di insolvenza. Le piattaforme che si occupano specificamente di prestiti a privati sono dette “consumer”.

Per quanto riguarda le imprese, non ci sono limitazioni di tipologia o dimensione: non solo startup o PMI, ma tutte le aziende possono accedere a un finanziamento in lending crowdfunding. Con l’implementazione effettiva del regolamento europeo, sarà così anche per l’equity crowdfunding, ma fino a oggi quest’ultimo era invece riservato a startup innovative e PMI, mentre il lending è sempre stato aperto a tutti. Le piattaforme che si occupano di prestiti alle imprese sono dette “business”.

Perché fare lending crowdfunding?

Seppure sia uno strumento a disposizione di tutte le imprese, a fare ricorso al lending crowdfunding sono soprattutto piccole e medie imprese, come è facile immaginare. 

Il vantaggio principale del lending crowdfunding per una società è la possibilità di ricevere finanziamenti in tempi molto più brevi rispetto a quelli mediamente necessari per ottenere un prestito bancario, e con meno condizioni ostative. Il prezzo da pagare sono interessi solitamente più alti, ma la rapidità e la flessibilità del lending crowdfunding come strumento di finanziamento consente di organizzare flussi di capitale dinamici e di dare una spinta alle attività della società tali da compensare la spesa.

Quali sono gli obiettivi per cui si dimostra utile fare lending crowdfunding?

  • Operazioni immobiliari: il lending crowdfunding si è dimostrato così adatto alle operazioni immobiliari da far emergere piattaforme di crowdfunding che si dedicano specificamente a questo (real estate crowdfunding). L’immobiliare richiede risorse ingenti e tempestività per concludere acquisizioni o evitare di bloccare i lavori, e il lending crowdfunding risponde a questa esigenza, consentendo per esempio di raccogliere la liquidità iniziale per un progetto in attesa di sbloccare altre fonti di finanziamento.
  • Prestiti societari per finanziare attività straordinarie (anche altre campagne crowd!) o progetti specifici o ripagare debiti in tempi brevi.
  • Prestiti “ponte” per avere liquidità immediata nell’attesa della chiusura di una campagna di equity crowdfunding e della riscossione del relativo capitale.

Il lending crowdfunding in Italia

Veniamo ai dati, aggiornati al 2022 in attesa del report di quest’anno:

  • 49 sono le piattaforme di lending crowdfunding in Italia, di cui 7 consumer, 12 business generiche e 20 business specializzate nel real estate;
  • le piattaforme business hanno registrato un aumento della raccolta pari al 10,2% sull’anno precedente;
  • le piattaforme business immobiliari hanno registrato un aumento della raccolta pari al 56,8% rispetto all’anno precedente;
  • alcune piattaforme prevedono fondi di protezione per eventuali situazioni di insolvenza, altre si appoggiano al Fondo statale per le PMI, altre ancora stanno sperimentando diverse forme di garanzia.

Il report del Politecnico evidenzia anche come il lending crowdfunding sia molto utilizzato in ambito green, soprattutto per progetti strettamente legati a determinati territori, che beneficiano del coinvolgimento di comunità locali: in questi casi, anche grandi imprese si avvicinano al lending crowdfunding come strumento non solo finanziario, ma anche di marketing e d’impatto sociale.

Le novità del Regolamento Europeo sul Crowdfunding

Abbiamo dedicato articoli e webinar all’approfondimento delle novità di vasta portata che cambieranno il modo di fare crowdfunding da quest’anno. Per il lending crowdfunding, sono quattro i cambiamenti più significativi:

  • necessità di un’autorizzazione a operare per le piattaforme;
  • introduzione di procedure di salvaguardia degli investitori con questionari di verifica delle competenze finanziarie e della situazione patrimoniale;
  • possibilità per le piattaforme di offrire ai propri utenti servizi di gestione del portafogli con proposte di investimento;
  • tetto massimo di raccolta fissato a 5 milioni di euro in un anno.

Per tutte le altre novità e per scoprire le opportunità aperte dalla nuova era europea del crowdfunding, rimandiamo ai contenuti segnalati qui sopra e invitiamo a iscriversi al gruppo Facebook di Turbo Crowd, dove parliamo con esperti e professionisti di tutti i temi più caldi del mondo crowdfunding. 

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