Come brevettare un’idea di business

come brevettare un'idea di business

Nel mondo dell’innovazione il brevetto è un concetto affascinante e una meta ambita, ma anche un’arma di competizione all’ultimo sangue. Sapere come brevettare un’idea di business può essere utile non solo e non tanto per sbaragliare gli avversari, ma più che altro per avere un marcia in più nella ricerca di finanziamenti e per ottenere agevolazioni e qualificazioni per la propria impresa.

Quello dei brevetti però è un universo vasto e intricato, e bisogna essere consapevoli del fatto che non si può brevettare qualsiasi cosa, di sicuro non genericamente “un’idea di business”, e che la procedura per ottenere questa certificazione mitica è molto complessa. Oltre ad avere un costo non indifferente.

Tipologie di brevetti e altre tutele

La normativa sui brevetti si trova principalmente nel Codice della Proprietà Industriale. L’art. 45 di tale Codice elenca ciò che NON può essere posto sotto brevetto:

  • scoperte, teorie scientifiche, metodi matematici
  • piani, principi e metodi per attività intellettuali, per gioco o per attività commerciale e i programmi di elaboratore
  • presentazioni di informazioni
  • metodi per la diagnosi e il trattamento chirurgico o terapeutico umano e animale
  • varietà vegetali e razze di animali e i procedimenti biologici per la relativa produzione.

Quel “programmi di elaboratore” potrebbe ricordare in modo sinistro i software, che hanno moltissimo a che fare con i brevetti, ed effettivamente è a essi che fa riferimento la normativa, ma vedremo come invece sia possibile brevettare un software.

Il brevetto per eccellenza è il brevetto per invenzione industriale, che assicura a chi lo ottiene il diritto di utilizzo esclusivo della sua invenzione per un dato periodo di tempo (massimo 20 anni). I requisiti per ottenerlo sono i seguenti:

  • l’invenzione deve essere nuova, 
  • basata su un’attività inventiva che porti progresso nell’ambito di applicazione, 
  • essere suscettibile di applicazione industriale (cioè replicabile su larga scala),
  • non contraria alle norme di legge o al buon costume.

A sua volta il brevetto per invenzione si può distinguere in brevetto di prodotto, se ha per oggetto un prodotto materiale, o brevetto di procedimento, se ha per oggetto una tecnica di produzione o di realizzazione di un servizio.

Esiste però un altro tipo di brevetto, molto meno conosciuto, il brevetto di modello di utilità: viene concesso per la messa a punto di nuove forme, configurazioni o strutture di un oggetto anche già esistente che conferiscono vantaggi pratici nell’uso o nella produzione. Non è necessaria un’attività inventiva completamente originale, quindi, ma rileva soprattutto la novità dell’efficacia funzionale. In questo caso, la durata massima del brevetto è di 10 anni.

Da queste definizioni si può comprendere come non si possa brevettare un’idea generica, bensì solo la sua applicazione pratica che permetta di risolvere un problema concreto con la creazione di un nuovo prodotto, il miglioramento di un prodotto esistente, l’implementazione di nuove tecniche o di processi produttivi.

Oltre ai brevetti veri e propri, esistono altri tipi di tutele della proprietà intellettuale che possono essere più facili da ottenere, seppure non offrano le stesse garanzie e la stessa competitività:

  • registrazione del marchio
  • diritto d’autore
  • protezione di design industriale (invenzioni che riguardano solo l’aspetto estetico e ornamentale di un prodotto).

Si può brevettare un software?

Siamo nell’era digitale e la maggior parte delle startup oggi fonda il proprio carattere innovativo sullo sviluppo di software di vario genere. 

Nel momento stesso in cui viene creato un software nuovo e originale, lo stesso in quanto opera dell’ingegno è automaticamente coperto dal diritto d’autore, senza bisogno di fare alcuna richiesta per ottenerlo. Il titolare del diritto d’autore ha il diritto esclusivo di riprodurre, distribuire e sfruttare il software e può concedere autorizzazioni o licenze ad altri per l’uso dell’opera.

Tuttavia, depositare ufficialmente il software presso la SIAE consente di avere una prova della paternità e della data di creazione del lavoro. Se il software è già stato reso pubblico, va depositato presso il Registro pubblico dei software, se invece è inedito va depositato come opera inedita.

Il problema è che la protezione del diritto d’autore copre l’espressione specifica del software e non le idee o i concetti sottostanti. Pertanto, il diritto d’autore non protegge da possibili copie di software che implementano funzionalità simili ma con codice diverso, realizzate da sviluppatori che abbiano analizzato il software fino a ricostruirne i principi.

Abbiamo visto che secondo il Codice della Proprietà Industriale i “programmi di elaboratore” non possono essere messi sotto brevetto, ma occorre fare una precisazione: non sono brevettabili “in quanto tali”, cioè in astratto. Infatti una delle condizioni per la brevettabilità è sempre l’applicazione pratica di un’invenzione, la sua capacità di risolvere un problema tecnico: vale lo stesso per i software.

Un software è quindi brevettabile se rappresenta un metodo per ottenere un effetto tecnico preciso che vada oltre la normale interazione tra programma e macchina. In questo approfondimento dell’Ufficio Brevetti si possono trovare spiegazioni più dettagliate ed esempi pratici.

Come si richiede un brevetto

Passando alla pratica, per presentare una richiesta di brevetto all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi è necessario innanzitutto che l’invenzione non sia già stata divulgata pubblicamente in qualsiasi forma.

Accertato questo, bisogna preparare una documentazione estremamente dettagliata relativa all’invenzione che si intende brevettare: descrizione precisa dell’invenzione e del problema tecnico che risolve, del funzionamento e del processo inventivo, rivendicazione degli aspetti che si vogliono tutelare, disegni (o altro tipo di rappresentazione) accurati dell’invenzione.

I documenti si possono spedire o consegnare in forma cartacea oppure depositare online, ma per completare la richiesta è fondamentale pagare una serie di costi: tra marche da bollo, diritti di segreteria, diritti di deposito e servizio, il minimo si aggira intorno ai 200 euro.

Che però sono niente in confronto al costo per mantenere il brevetto negli anni successivi al quarto: parte da 60 euro all’anno e cresce progressivamente fino ad arrivare a 650 euro annui dal quindicesimo al ventesimo.

I tempi di rilascio, peraltro, sono lunghi: le verifiche e le valutazioni richiedono in media circa tre anni.

Il brevetto come requisito per startup e PMI innovative

È così importante ottenere un brevetto? Dipende. Per alcuni settori di mercato e alcuni specifici business può essere una tutela fondamentale e un vantaggio competitivo determinante. In molti altri casi, la competitività si può ottenere giocando su moltissimi altri fronti.

Il brevetto è anche uno dei requisiti che permette di ottenere lo status di startup innovativa o PMI innovativa, importante per accedere a incentivi e agevolazioni finanziarie e fiscali. Per le startup basta uno dei tre requisiti proposti, mentre per le PMI ne servono almeno due. Nel requisito, però, il brevetto è alternativo alla titolarità di un “software registrato” e abbiamo visto come registrare un software sia molto più facile rispetto a ottenere un brevetto.

Ottenendo lo status di startup o PMI innovativa, è più facile trovare investitori perché si possono offrire le agevolazioni fiscali previste per gli investimenti in queste categorie di imprese. In questo articolo, tuttavia, spieghiamo perché queste agevolazioni non possono essere l’unica strategia persuasiva per raccogliere finanziamenti, non solo in crowdfunding.

Per approfondire la burocrazia del mondo dell’innovazione e le strategie per tutelare e sviluppare le tue idee di business, non perderti i webinar che abbiamo realizzato e realizzeremo nel gruppo Facebook di Turbo Crowd con imprenditori e legali esperti in startup e PMI. Per scoprire come raccogliere capitale grazie all’unicità del tuo business, puoi prenotare una prima chiamata gratuita con noi ed esplorare le potenzialità del crowdfunding!

Una Storia di Crowdfunding

Il primo romanzo italiano che racconta la storia di una campagna di crowdfunding.

Turbo Crowd Academy

Videocorsi dedicati al mondo del Crowdfunding.

Crowdfounders Italia

Accedi al gruppo privato Facebook

Iscriviti alla Newsletter

Le ultime novità che riguardano il mondo del Crowdfunding

Acquista il Libro

Turbo Crowd racconta "Una Storia di Crowdfunding"

Articoli Correlati