Differenza tra fundraising e crowdfunding

differenza tra fundraising e crowdfunding

Fundraising e crowdfunding sono due termini spesso usati come sinonimi, ma questo uso può creare confusione perché c’è in realtà una sottile differenza fra i loro significati.

Il primo indizio per distinguere i due concetti arriva dalla mera traduzione letterale dall’inglese all’italiano:

  • fundraising significa semplicemente “raccolta fondi” da fund (fondi) + raising (raccogliere);
  • crowdfunding significa invece “finanziamento collettivo” da crowd (folla) + funding (finanziare).

Spesso anche “crowdfunding” è tradotto semplicemente come “raccolta fondi” nell’uso comune. Attenersi al suo significato originario, però, aiuta a comprenderne meglio la natura e la differenza rispetto al fundraising.

Rapporto tra fundraising e crowdfunding

Dalla traduzione dall’inglese si capisce come fundraising sia un termine più generico rispetto a crowdfunding. Il primo indica una ricerca di finanziamenti svolta con qualsiasi modalità presso qualsiasi fonte, il secondo invece indica una raccolta di fondi svolta per lo più online presso una “folla”, una collettività di soggetti non istituzionali.

Il crowdfunding, cioè, si differenzia dal fundraising innanzitutto perché ne è un sottoinsieme specifico. Il concetto di fundraising, infatti, comprende tutte le attività possibili finalizzate a raccogliere risorse economiche sia online sia offline da persone fisiche, enti pubblici e privati, banche, bandi di finanza agevolata, qualsiasi soggetto che possa essere interessato a fornirle. Il crowdfunding, invece, nasce come raccolta di finanziamenti “dal basso”, cioè da persone comuni, portata avanti sul web. Non a caso il primo portale di crowdfunding fondato in Italia si chiama Produzioni dal Basso.

Oggi il crowdfunding si suddivide a sua volta in diverse tipologie che prevedono anche il contributo di soggetti istituzionali ed è possibile, anzi auspicabile, svolgere anche attività offline per trovare finanziatori, ma il cuore del fenomeno rimane una raccolta online che si propone come alternativa alle tradizionali fonti di credito grazie al contributo di tante persone.

Il fundraising, perciò, può avvalersi del crowdfunding per raccogliere fondi per i propri obiettivi, mentre non si può dire il contrario.

A cosa servono fundraising e crowdfunding

Il significato delle parole può mutare e definirsi nel tempo in relazione all’uso che se ne fa e all’evoluzione del fenomeno che descrivono nella realtà. Ecco perché man mano che le raccolte fondi attraverso i canali più disparati e alternativi hanno preso sempre più piede in Italia le differenze tra crowdfunding e fundraising sono diventate più nette.

Leggendo le definizioni dei due lemmi fornite da Treccani si può comprendere facilmente la distinzione avvenuta con l’uso e ormai pienamente affermata, al punto che è considerato un vero e proprio errore usare queste due parole come sinonimi, mentre in passato poteva essere accettato. 

Il crowdfunding è una “raccolta collettiva e collaborativa di fondi, effettuata attraverso la rete, aperta a tutti coloro che decidono di finanziare progetti innovativi e imprese appena costituite.”

Il fundraising, invece, è un’“attività di ricerca dei fondi necessari al funzionamento di enti non profit, svolta sia direttamente da questi sia da società specializzate. I fondi provengono da enti pubblici, imprese, fondazioni e persone fisiche”.

Colpiscono subito tre grandi punti di divergenza. Due li abbiamo già trattati nel precedente paragrafo: il crowdfunding è strettamente legato al web e svolto su piattaforme online specializzate e regolamentate, il fundraising invece non ha una modalità predefinita di svolgimento, può avvenire tramite conferenze, feste, esposizioni, cene, porta a porta e anche online; il crowdfunding ha un pubblico principalmente di persone comuni (“tutti”), il fundraising si rivolge anche a enti di vario genere e istituti di credito, seppure non escluda le persone fisiche.

Il terzo punto è quello che maggiormente delimita la distinzione e riguarda l’obiettivo della raccolta fondi.

Nel tempo il concetto di fundraising si è legato sempre di più alle raccolte fondi di tipo benefico, mentre il crowdfunding se ne è allontanato.

Come emerge dalla definizione fornita da Treccani, ma anche da qualsiasi risorsa specialistica, il fundraising è soprattutto una raccolta fondi a favore di un ente benefico, per esempio una ONLUS, oppure di un progetto specifico di beneficenza o comunque con finalità etico-sociali. Per questo motivo la ricerca di finanziatori punta soprattutto su un coinvolgimento emotivo, sull’identificazione negli ideali alla base del progetto, sulla condivisione di obiettivi. Perché no, anche sul vantaggio di immagine che può derivare, per esempio per un’azienda o una banca, dal sostenere determinate operazioni benefiche.

Questo coinvolgimento, inoltre, tende a essere a lungo termine: va oltre il momento della donazione, per creare una comunità di persone unite dagli stessi principi morali e dall’interesse per una stessa causa. Persone che magari diventano sostenitori costanti, con donazioni periodiche o azioni concrete a supporto della causa.

Il crowdfunding, invece, è soprattutto un’opportunità sfruttata da startup o PMI innovative per sostenere la propria crescita, sviluppare un’idea di business o lanciare nuovi prodotti. L’obiettivo, quindi, generalmente è il profitto, sia per le imprese che lanciano le campagne di crowdfunding, sia per le persone che partecipano con il proprio denaro. Per questo si parla di “crowdinvesting”: coloro che finanziano un progetto tramite il crowdfunding compiono un investimento, da cui si aspettano di ricavare un ritorno economico in seguito al successo del progetto stesso. Il ritorno economico può giungere con modalità diverse a seconda della tipologia di crowdfunding. Nel caso del reward crowdfunding non c’è un ritorno economico ma c’è comunque una ricompensa che di solito è il nuovo prodotto realizzato grazie al denaro raccolto con la campagna: non è mai un contributo a titolo gratuito.

Anche da questo punto di vista, però, ci sono sovrapposizioni tra fundraising e crowdfunding. Non è detto, per esempio, che il crowdfunding cerchi o generi automaticamente un coinvolgimento più limitato nel tempo e nei modi: soprattutto per le campagne di crowdfunding di tipo equity, che trasformano gli investitori in soci a tutti gli effetti della società che raccoglie risorse, il coinvolgimento è molto elevato e durevole nel tempo. Infatti è nell’interesse di chi partecipa che gli affari della società vadano bene a lungo termine, dato che da quello dipende il guadagno per tutti. D’altra parte, è interesse di qualsiasi società che faccia qualsiasi tipo di campagna di crowdfunding mantenere un legame vivo con i propri sostenitori: in questo modo può aumentare la propria visibilità e la propria clientela e avere una base a cui rivolgersi per campagne di crowdfunding successive. Fundraising e crowdfunding, quindi, possono avere in comune la fidelizzazione dei sostenitori.

C’è inoltre una particolare tipologia di crowdfunding che condivide con il fundraising anche l’obiettivo etico-sociale: il donation crowdfunding, che prevede il versamento di un contributo a favore di un progetto per una causa benefica di vario genere, senza alcuna ricompensa, sempre attraverso piattaforme online.

Differenze normative e operative tra fundraising e crowdfunding

Abbiamo visto che fundraising e crowdfunding differiscono per molti aspetti concettuali e per il fine a cui tendono, ma hanno anche molti punti in comune.

Dal punto di vista della messa in atto di una raccolta fondi, in entrambi i casi la raccolta di finanziamenti deve avvenire secondo modalità prescritte dalla legge. Il crowdfunding, però, è sottoposto a una regolamentazione più rigida di cui si occupano direttamente Consob e Banca d’Italia, mentre il fundraising è un’operazione con margini d’azione più flessibili e sottoposta alla disciplina tributaria delle organizzazioni senza fini di lucro (art. 143 TUIR e D. Lgs 460/1997).

Sia per chi promuove operazioni di fundraising, sia per le piattaforme e le società che svolgono campagne di crowdfunding, un obbligo fondamentale è quello della trasparenza, che impone di comunicare ai potenziali sostenitori tutte le informazioni sia concettuali sia economiche sul progetto da sostenere e report sull’utilizzo dei fondi.

Un’altra differenza importante nel funzionamento di queste due categorie di raccolta di finanziamenti è che nel fundraising di solito non c’è una soglia minima di denaro da raccogliere: più si raccoglie e meglio è, l’unico limite stabilito è temporale a seconda delle esigenze del progetto, con una buona dose di flessibilità. Le campagne di crowdfunding, invece, hanno per lo più una scadenza temporale predefinita, un obiettivo economico minimo. Al di sotto di questa soglia la raccolta viene considerata nulla. C’è poi un obiettivo massimo raggiunto il quale la raccolta si chiude anche se il limite temporale non è ancora arrivato. 


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